Calcolo LDL Salute Cardiovascolare
Metodologia Clinica

Formula di Friedewald: Come Funziona il Calcolo del Colesterolo LDL

Pubblicato il 15 settembre 2026 • Autore: Dr. Roberto Moretti
Trattato scientifico storico del 1972 con equazione di Friedewald accanto a modello molecolare di lipoproteina

Dietro molti referti si nasconde una piccola equazione nata nel 1972. La formula di Friedewald è ancora oggi il metodo più usato per stimare l’LDL. Funziona con pochi dati e dà risultati rapidi. In questa guida vedi come nasce, come si applica e quando perde affidabilità. Ogni passaggio ha un esempio. Partiamo dalle basi.

Che cos’è la formula di Friedewald?

La formula di Friedewald, detta anche equazione Friedewald, calcola l’LDL partendo da tre valori. Prende il nome dal ricercatore che la propose insieme ai colleghi nel 1972.

L’idea è semplice. Il colesterolo totale si compone di LDL, HDL e VLDL. Se conosci totale e HDL, e stimi la VLDL dai trigliceridi, ricavi l’LDL per differenza. È un calcolo lipidico pratico, che non richiede strumenti speciali. Per questo è entrato nell’uso quotidiano dei laboratori.

Perché viene utilizzata per stimare l’LDL?

Misurare direttamente l’LDL è più lungo e più costoso. La formula usa invece dati che il laboratorio ottiene comunque con l’analisi lipidica standard.

Quindi è veloce, economica e ripetibile. In molte persone dà una stima LDL vicina alla realtà. Per questo i laboratori la usano come metodo di routine. Resta un metodo Friedewald con limiti, ma nella maggior parte dei casi offre un’informazione utile per il medico. Non serve un laboratorio speciale per applicarla.

Quali valori sono necessari?

Servono colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi. Li trovi nel profilo lipidico del referto. Tutti e tre devono essere nella stessa unità.

ValoreDove si trova
Colesterolo totaleReferto, riga “colesterolo”
HDLRiga “colesterolo HDL”
TrigliceridiRiga “trigliceridi”

Se hai i dati in mg/dL, la formula usa il divisore 5. Se li hai in mmol/L, usa 2,2. Scegli la versione giusta prima di iniziare.

Flusso operativo a tre passaggi per il calcolo Friedewald

Come si applica la formula passo dopo passo

Ecco il procedimento in mg/dL. Primo passo: dividi i trigliceridi per cinque, ottenendo la VLDL stimato. Secondo passo: somma HDL e VLDL. Terzo passo: sottrai questa somma dal colesterolo totale.

In forma compatta: LDL = totale − HDL − TG/5. Tre operazioni e il risultato è pronto. Se usi un calcolatore Friedewald, il programma segue la stessa sequenza. Conoscere i passaggi ti permette di controllare qualsiasi risultato online o sul referto.

Esempio completo con valori di laboratorio

Prendiamo un referto con questi valori: colesterolo totale 240 mg/dL, HDL 50 mg/dL, trigliceridi 200 mg/dL.

Passo 1: 200 ÷ 5 = 40. Questa è la VLDL. Passo 2: 50 + 40 = 90. Passo 3: 240 − 90 = 150. L’LDL calcolato è quindi 150 mg/dL.

Controlla con la somma: 150 + 50 + 40 = 240. Torna tutto. È un buon esempio di formula LDL Friedewald applicata a dati realistici. Il risultato va poi interpretato dal medico, che considera anche altri fattori di rischio.

Il ruolo dei trigliceridi nella formula

I trigliceridi diviso cinque forniscono la stima della VLDL. Il fattore 5 deriva da un rapporto medio osservato tra trigliceridi e colesterolo nelle VLDL.

Il problema è che quel rapporto non è identico in tutti. Cambia con i livelli di trigliceridi. Quando sono bassi o normali, la stima regge. Quando salgono molto, il rapporto si sposta e l’errore cresce. Per questo i trigliceridi sono il punto debole della formula. Tutto il resto è una semplice sottrazione.

Quando la formula di Friedewald è meno affidabile?

Il limite classico è 400 mg/dL di trigliceridi. Oltre questa soglia il metodo non è considerato appropriato. Anche con valori tra 200 e 400 la precisione può calare.

Perdono affidabilità anche i casi di LDL basso, perché la stima può sottovalutare il valore reale. Pesano inoltre alcune dislipidemie e il prelievo non a digiuno. In queste situazioni il laboratorio può preferire una misura diretta o un’altra equazione. Ricorda che una formula, per quanto collaudata, resta un’approssimazione.

Confronto tra equazione di Friedewald e metodo Martin-Hopkins

Friedewald e altre formule per LDL

Esistono alternative. La più nota è l’equazione di Martin-Hopkins. Usa un fattore variabile al posto del cinque fisso. Il fattore dipende dai livelli di trigliceridi e di colesterolo non HDL.

Questo la rende più precisa quando i trigliceridi sono elevati. Alcuni laboratori italiani la usano, altri restano fedeli a Friedewald. Il referto dovrebbe indicare il metodo. Se non lo trovi, puoi chiederlo al laboratorio. Conoscere la formula LDL usata aiuta a leggere meglio il numero finale.

Differenza tra LDL stimato e misurato

L’LDL stimato nasce da un’equazione. L’LDL diretto nasce da un test dedicato, che separa l’LDL dal resto. Il secondo evita le approssimazioni sui trigliceridi.

Nella maggior parte delle persone i due valori sono molto vicini. La differenza cresce quando i trigliceridi elevati disturbano la stima. Per un controllo di routine la formula basta. Per casi particolari il medico può richiedere la misura diretta. La scelta dipende dalla situazione clinica, non dalla comodità.

Conclusione: quando usare la formula di Friedewald

La formula di Friedewald è semplice, rapida e utile nella maggior parte dei controlli. Richiede colesterolo totale, HDL e trigliceridi. Funziona bene con trigliceridi nella norma. Perde precisione sopra 400 mg/dL e in alcune condizioni particolari. In quei casi esistono alternative come Martin-Hopkins o la misura diretta. Usala come strumento di comprensione e discuti sempre il risultato con il medico.